Donare sangue è un gesto semplice, ma per alcuni pazienti è una necessità continua. È questo il cuore della campagna “Ti voglio una sacca di bene”, promossa da FIAGOP nell’ambito della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, che invita i cittadini a donare sangue (e anche piastrine o plasma) per sostenere i bambini e gli adolescenti che affrontano percorsi di cura oncologica.
Durante le terapie, infatti, possono rendersi necessarie trasfusioni per far fronte a condizioni come anemia o riduzione delle piastrine, e per questo il sangue deve essere sempre disponibile.
In questo contesto si inserisce la partecipazione di Avis alla campagna locale in collaborazione con AGEOP, ADMO e FIDAS: una rete di associazioni che, con sensibilità diverse ma complementari, condivide lo stesso obiettivo — stare accanto ai pazienti e alle famiglie con azioni concrete.
La campagna invita la cittadinanza a donare su appuntamento presso il Centro Trasfusionale più vicino, rivolgendosi alla propria Associazione di riferimento, per contribuire concretamente al sostegno dei piccoli pazienti.
Anche oltre la campagna, donare regolarmente è il modo più efficace per garantire disponibilità costante di sangue ed emocomponenti.
Partecipa anche tu
La campagna propone anche un gesto simbolico per amplificare il messaggio: scatta un selfie durante la donazione e condividilo con gli hashtag #unasaccadibene #GiornataMondialeCancroInfantile.
“Siamo felici di aderire a ‘Ti voglio una sacca di bene’ promossa da FIAGOP perché parla esattamente del senso del dono: esserci quando serve, in modo concreto. Per i bambini e gli adolescenti in cura oncologica la disponibilità di sangue, plasma ed emocomponenti può diventare parte fondamentale del percorso di cura. Collaborare con AGEOP, insieme ad ADMO e FIDAS, significa unire forze e messaggi: una rete che mette al centro le persone e trasforma la solidarietà in un aiuto reale.” — Sonia Manaresi, Presidente di Avis Provinciale Bologna
Per AVIS, aderire significa ribadire un punto essenziale: la disponibilità di sangue non è mai “scontata”. È un bene comune che esiste solo se la comunità sceglie, ogni giorno, di prendersene cura.
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