Sabato 28 marzo si è svolta l’Assemblea annuale di Avis Provinciale Bologna, un appuntamento centrale nella vita associativa che ha rappresentato non solo un momento di confronto interno, ma anche un’occasione importante per ribadire il valore della rete che sostiene ogni giorno la donazione: istituzioni, sanità pubblica, volontariato e associazionismo.

Di seguito i principali interventi e in fondo le foto della mattinata.

La prima parte della mattinata si è concentrata sugli interventi degli ospiti, che hanno offerto letture diverse ma profondamente convergenti del ruolo svolto da Avis sul territorio. Ne è emerso con chiarezza il profilo di un’associazione capace di tenere insieme funzione sanitaria, partecipazione civica e costruzione di comunità.

Tra i primi ospiti Istituzionali a prendere la parola, portando i saluti del Comune di Bologna è stata Matilde Madrid, Assessora al Welfare e alla Salute.  L’Assessora ha aperto il proprio intervento con un ringraziamento sentito ad Avis e a tutta la sua rete: “Siete la Bologna che piace. La Bologna della solidarietà e del civismo”. Madrid ha poi sottolineato il valore profondo della donazione e dell’impegno volontario, ricordando come, in un mondo in cui quasi tutto può essere prodotto su larga scala o comprato, il gesto di donatrici e donatori, così come quello di volontarie e volontari, non possa esserlo: proprio per questo, ha osservato, è un gesto ancora più prezioso. Un richiamo forte al valore umano, civile e insostituibile della cultura del dono, che Avis contribuisce ogni giorno a rendere concreta sul territorio.

Il testimone viene passato a Rino Biguzzi, direttore del Centro Regionale Sangue, che ha richiamato il valore strategico del contributo delle associazioni dei donatori per la tenuta del sistema trasfusionale. Nel suo intervento ha mostrato come i numeri vadano letti dentro una programmazione attenta ai reali bisogni clinici: nel 2025 in Emilia-Romagna cresce l’aferesi, mentre il sangue intero registra una lieve flessione, in linea con gli obiettivi di appropriatezza e di buon uso del sangue. Ancora più significativo il dato sul plasma, con 107.028 chilogrammi conferiti all’industria per la produzione di medicinali plasmaderivati, pari al 101% dell’obiettivo regionale 2025: un risultato che richiama la crescente necessità di rispondere al fabbisogno di immunoglobuline (+6% in termini di spesa rispetto al 2024). 

A seguire, Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Azienda USL di Bologna, ha posto l’accento sul valore pubblico dell’azione di Avis, riconoscendo all’associazione la capacità di trasformare la solidarietà in un servizio concreto per tutta la collettività. Il suo intervento ha valorizzato la collaborazione tra sistema sanitario e volontariato organizzato, sottolineando come questa alleanza rappresenti una risorsa preziosa per rispondere in modo efficace ai bisogni di salute del territorio e per rafforzare il legame tra istituzioni e cittadinanza.

Su un piano più strettamente collegato alla pratica trasfusionale si è inserito l’intervento di Maria Beatrice Rondinelli, direttrice del Servizio Trasfusionale Metropolitano, che ha ribadito quanto sia importante poter contare su un’associazione solida, competente e radicata. Nel suo contributo ha richiamato il valore di un lavoro condiviso che accompagna il donatore lungo tutto il percorso della donazione e che permette di unire qualità organizzativa, sicurezza sanitaria e attenzione alla relazione umana. È emersa così una visione del sistema trasfusionale come spazio in cui professionalità sanitarie e volontariato collaborano in modo complementare, rafforzandosi a vicenda.

Accanto agli interventi del mondo sanitario e istituzionale, la mattinata ha dato spazio anche alle voci di altre realtà associative, testimoniando la qualità delle relazioni costruite da Avis nel tempo e la capacità di fare rete attorno a obiettivi comuni.

Rita Malavolta, Presidente di ADMO Emilia – Romagna, ha sottolineato l’importanza della collaborazione attiva alla Casa dei Donatori, dove alle visite di idoneità per la donazione di sangue si affiancano anche quelle per la donazione di cellule staminali emopoietiche (midollo osseo). Un modello di integrazione tra associazioni che valorizza la condivisione di spazi, competenze e finalità, rafforzando sul territorio una cultura del dono ampia, coordinata e orientata al bene comune.

Maria Carla Re componente del Direttivo di Komen Emilia – Romagna ha richiamato il valore della collaborazione tra associazioni che hanno obiettivi apparentemente diversi, anche attraverso esperienze concrete come la Race for the Cure, alla quale Avis partecipa ogni anno con una propria squadra di donatori. Un gesto che dà sostegno visibile e concreto all’impegno di Komen sul fronte della prevenzione e della lotta ai tumori del seno, e che mostra come la promozione della salute possa rafforzarsi quando realtà diverse camminano insieme.

Nella stessa direzione si è collocato l’intervento di Maddalena Zappalà di Volunteers, ha portato all’Assemblea l’esperienza di un’associazione formata da ragazze e ragazzi, capace di attivare energie giovani e partecipazione sul territorio. Il suo intervento ha dato valore a una collaborazione nuova con Avis, che apre possibilità interessanti proprio perché mette in dialogo realtà diverse ma accomunate dall’attenzione alla comunità, al coinvolgimento delle persone e alla costruzione di legami solidali.

Al centro della prima parte dell’Assemblea si è collocata poi la relazione della Presidente Sonia Manaresi, intitolata “Pensare con il cuore: la forza della comunità, il valore della cura”. Un intervento ampio e fortemente identitario, in cui la presidente ha richiamato il bisogno, oggi più che mai, di comunità, legami e responsabilità condivisa, contrapponendo alla logica dell’individualismo e della frammentazione il valore concreto della cura come modo di stare nel mondo e di costruire cambiamento. In questa prospettiva, Avis è stata raccontata non solo come associazione che contribuisce a garantire sangue e plasma, ma come realtà capace di generare coesione sociale, promuovere stili di vita sani e rafforzare il senso di appartenenza dentro i territori.

Nella sua relazione, Sonia Manaresi ha poi restituito con precisione il lavoro portato avanti nel 2025: una rete comunale viva, testimoniata dalle 384 attività sociali e di comunità e da 152 iniziative tra scuole, università e incontri culturali; una raccolta complessiva provinciale sostanzialmente stabile, con 46.419 unità totali, accompagnata però da un dato particolarmente incoraggiante sul plasma, cresciuto di 655 unità rispetto al 2024; il rafforzamento del lavoro nelle scuole e nell’università, con 11.682 alunni e alunne coinvolti in 494 classi; una collaborazione sempre più strutturata con il mondo universitario, con i DONO DAYS, la partecipazione alla Notte dei Ricercatori e a Università Fuori Orario, oltre ai progetti condivisi sul public engagement e sul benessere mentale dei donatori; e infine un investimento importante sulla comunicazione, sia online sia sul territorio, intesa non solo come promozione, ma come parte integrante della relazione di cura con donatrici e donatori.

Dopo la prima parte dedicata agli interventi degli ospiti e alla condivisione dei valori alla base dell’attività quotidiana, l’Assemblea è proseguita con la presentazione dei documenti associativi. Martino Ballarini, Tesoriere di Avis Provinciale ha quindi illustrato Bilancio consuntivo, relazione di missione e bilancio di previsione e a seguire Enrico Tesei, Vicepresidente Vicario, e Luciana Buganè, Vicepresidente, hanno illustrato rispettivamente Bilancio Sociale e relazione sui Centri di Raccolta Esterna, entrando nel dettaglio dei risultati estrapolati dal questionario di soddisfazione ai donatori e dei sopralluoghi effettuati con il centro mobile per raccogliere esigenze ed esperienze dai territori. Tutta la documentazione presentata è stata approvata all’unanimità, a conferma della condivisione del percorso portato avanti da Avis Provinciale Bologna e della solidità del lavoro svolto.

A chiudere i lavori è stato Roberto Pasini, Presidente di Avis Regionale Emilia-Romagna, che ha richiamato la necessità di accompagnare l’associazione dentro le trasformazioni sociali in corso, senza perdere la propria identità. Nel suo intervento ha posto l’accento su alcune direttrici strategiche per il futuro di Avis: il ricambio generazionale, da costruire non solo coinvolgendo nuovi volontari e nuovi donatori, ma anche aprendo spazi reali di responsabilità e partecipazione; l’inclusione dei nuovi cittadini, come passaggio fondamentale per rendere la cultura del dono sempre più capace di parlare alla società di oggi; e la volontà di sviluppare una visione del dono a 360 gradi, capace di mettere in relazione sangue, plasma, midollo osseo e, più in generale, una cittadinanza solidale e consapevole. Un richiamo concreto alla necessità di far crescere Avis aprendola sempre di più al presente e al futuro delle comunità.

L’Assemblea del 28 marzo ha così restituito l’immagine di un’Avis Provinciale Bologna solida, credibile e pienamente inserita in una rete di relazioni istituzionali e associative che ne rafforza il ruolo. Una comunità viva, consapevole del proprio compito e pronta ad affrontare con responsabilità le sfide dei prossimi anni.