Grazie a tutti coloro che hanno risposto numerosi all’appello alla donazione lanciato nelle scorse settimane: ai donatori periodici che hanno confermato il proprio appuntamento e ai cittadini che hanno deciso di diventare donatori in questa occasione di eccezionale gravità per il Paese.

A inizio marzo Avis, Centro Nazionale Sangue e Ministero della Salute hanno lanciato l’appello a donare sangue rivolto a tutta la cittadinanza. L’appello si è reso necessario per via del calo di donazioni registrato nelle prime due settimane di emergenza sanitaria nazionale, dovuto alle legittime perplessità di molti donatori in merito ai rischi connessi alla donazione. 

Grazie alla risposta di tanti donatori e alla diminuzione di richiesta di sangue da parte degli Ospedali (per via della sospensione di molti interventi chirurgici), le scorte sono state ricostituite, assicurando sangue ai 1800 pazienti cronici che ogni giorno hanno bisogno di trasfusioni a livello nazionale. Questo non deve però fermare la collaborazione tra donatori, volontari, personale sanitario che sin dall’inizio dell’emergenza covid-19 hanno lavorato con passione e tenacia.

Dobbiamo pensare ai prossimi mesi e garantire le scorte future, in modo da non dover affrontare un’emergenza nell’emergenza: quella della disponibilità di emoderivati.

Quindi ora la parola d’ordine è “programmazione”, per tre principali ragioni:
  1. movimentare il minor numero di persone / donatori;
  2. evitare che il sangue raccolto non venga utilizzato;
  3. garantire che il sangue ci sia sempre per tutti coloro che ne hanno bisogno.

Le regole restano sempre le stesse. 

Le regole, definite dal Decreto Ministeriale n° 69 del 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”, restano sempre le stesse. Per iniziare a donare è necessario prenotare una visita di idoneità, la periodicità delle donazioni resta quella definita dal medico in sede di visita e le sospensioni per motivi sanitari restano valide. 

Ora a tutti i donatori chiediamo aiuto nel programmare al meglio l’attività trasfusionale. Come?

Grazie al dialogo e al confronto costante tra tutti gli attori del sistema trasfusionale, è possibile avere sotto controllo la necessità di scorte di sangue sulla cui base  programmare l’attività di raccolta, tenendo anche conto delle percentuali di diffusione dei vari gruppi sanguigni. Per questo motivo può facilitare il funzionamento di tutta la filiera avere sempre a mente il proprio gruppo sanguigno quando si prenota la propria donazione di sangue. 

Di seguito rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti. 

FAQ COVID AVIS tampone Il test tampone va fatto SOLO a persone che presentano la sintomatologia del Coronavirus, non è adatto per fare uno screening generale. Ai donatori vengono fatte delle domande (secondo il protocollo ministeriale) sulle loro attività e viaggi recenti, viene chiesto che, qualora insorgano dei sintomi nei 15 gg successivi alla donazione, avvertano immediatamente il centro trasfusionale.
Al momento non è provata la trasmissione del virus per via ematica e comunque nessun donatore andrebbe mai a donare se avesse tosse o raffreddore!

FAQ COVID AVIS QUARANTENA SACCHENo, perché non ci sono pericoli di trasmissione per via ematica (come da circolare del Centro Nazionale Sangue n°419 del 20/002/20) perché le sacche vengono utilizzate non prima di 15 giorni. Il donatore, che opera con grande senso etico e di responsabilità, è tenuto a comunicare eventuali sintomi successivi di qualsiasi genere. Questo vale sempre, non solo in questo momento storico. Tutto il sistema è improntato al principio di massima precauzione verso il donatore e verso il ricevente.

FAQ COVID AVIS PROGRAMMARE DONAZIONE Come comunicato dal Centro Nazionale Sangue nei giorni scorsi, a seguito dei numerosi appelli delle istituzioni su tutto il territorio nazionale si è registrato un surplus di unità di sangue. Ecco perché è opportuno smaltire prima queste scorte.
FAQ COVID AVIS SANGUE

I globuli rossi vengono conservati in appositi frigoriferi a una temperatura fra i +2°C e i +6°C, per un massimo di 42 giorni.

FAQ COVID AVIS GRUPPI SANGUIGNI

Perché sono diffusi in percentuali diverse tra la popolazione. Ad esempio in Italia,  quello più comune è lo 0+ (40%), seguito dall’A+ (36%), B+ (7,5%), 0- (7%), A- (6%), AB+ (2,5%), B- (1,5%) e AB- (0,5%). Per questo il fabbisogno e la disponibilità di sangue sono strettamente correlati a queste percentuali.

FAQ COVID AVIS PLASMA

Prima di tutto perché i tempi di conservazione del plasma sono maggiori e possono raggiungere addirittura i 24 mesi. Inoltre, l’Italia non ha ancora raggiunto l’autosufficienza di farmaci plasmaderivati ed è quindi importante incentivare questo tipo di donazione.

FAQ COVID AVIS PREVISIONE FABBISOGNOOgni anno il Centro Nazionale Sangue, struttura responsabile del coordinamento di tutto il sistema trasfusionale italiano, redige un programma che – sulla base dei dati pregressi – è in grado di calcolare una stima del fabbisogno futuro di ogni regione e provincia autonoma.

FAQ COVID AVIS AUTOSUFFICIENZAScatta il meccanismo detto di “compensazione”, secondo cui le Regioni (oppure, a livello intraregionale, aziende sanitarie) che raccolgono più sangue rispetto al proprio fabbisogno, lo cedano a quelle più in difficoltà. Nelle ultime settimane le donazioni sono state così numerose che non è stato necessario ricorrere alla compensazione.

Le Strutture Regionali per il Coordinamento delle attività trasfusionali (SRC) sono responsabili di definire una “scorta strategica” di unità di sangue da utilizzare solamente in caso di maxi-emergenze, e che deve rimanere costante. Quando si verifica un evento che rende necessario far scattare il piano, viene allertato il Centro Nazionale Sangue (CNS), che gestisce, insieme alle SRC, anche gli eventuali afflussi di unità da altre regioni. Se necessario il CNS supporta le SRC per incrementare le attività di raccolta, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, a partire dai rappresentanti nazionali delle Associazioni e Federazioni dei donatori. Quando necessario, inoltre, il CNS coordina anche la compensazione di medicinali plasmaderivati da altre Regioni e si raccorda con le aziende fornitrici di materiale per la raccolta del sangue e di diagnostici per possibili forniture straordinarie.