La presenza della rappresentativa di Avis Provinciale di Bologna, guidata dal presidente Claudio Rossi con tanto di drappo labaro, alla cerimonia di commemorazione del 40°anniversario della strage alla Stazione di Bologna è un importante segno di continuità e rispetto in memoria delle vittime, della storia della città e della stessa associazione.

Avis, infatti, fu subito schierata in prima linea nella drammatica emergenza per garantire alla “corsa per donare il sangue” la massima funzionalità. La straordinaria importanza delle trasfusioni, in quei concitati giorni, trovò terreno fertile nello straordinario spirito solidale di un autentico esercito di donatori volontari. Dagli ospedali del capoluogo felsineo ai centri di raccolta mobili predisposti dall’Avis anche a pochi passi dal luogo della tragedia. Un operato riconosciuto dalle massime istituzioni nazionali e regionali attraverso la consegna di benemerenze attestanti la valenza di quella sinergia collettiva di solidarietà, tenacia ed efficienza contrapposta alla viltà dell’attentato terroristico.

“Oggi come allora. I nostri donatori non hanno mutato spirito solidale, determinazione e forza di reazione davanti a tutti quegli ostacoli che tratteggiano i contorni di ogni epoca storica – commenta il presidente dell’Avis Provinciale di Bologna, Claudio Rossi -. Non si placa la commozione al cospetto di una cicatrice mai completamente rimarginata ma che trova sollievo nei valori fondanti dell’umanità: la solidarietà, il volontariato e la donazione a supporto del prossimo”. Dogmi portanti della genesi e della quotidianità Avis, ad ogni latitudine. “Una speranza che si trasforma, di anno in anno, in crescente consapevolezza – conclude Rossi -; quella di poter contribuire, con il sorriso, alla salvaguardia del nostro dono più grande: la vita”.

Il nostro pensiero è rivolto alle famiglie delle 85 vittime ed agli oltre 200 feriti o mutilati della strage del 2 agosto 1980, una delle pagine più nere della storia di questo Paese.