Abbiamo incontrato Paolo e Marcello nel giorno della loro visita di reidoneità alla donazione. Padre e figlio, insieme, per spronarsi a vicenda a far del bene a se stessi e agli altri. 

Ciao Paolo, Ciao Marcello, vi va di presentarvi e dirci cosa fate nella vita? 

Certo, io sono Paolo, ho 58 anni suonati e nella vita sono responsabile di un locale che fa da bar, pub e ristorante in un centro commerciale.

Io, Marcello, invece, ho 30 anni e nella vita sono un libero professionista.

Entrambi avete già donato in passato, giusto? Cosa vi aveva spinto a donare?

Marcello: Si, nel 2011, all’età di 21 anni, avevo iniziato a donare, perché, spinto anche dall’esempio di mio padre, mi sembrava una cosa buona per me e per gli altri e iniziai a farlo.

Paolo: Si, anche io ho donato varie volte in passato. Ho iniziato nel lontano 2001 e sono andato avanti periodicamente fino al 2012. Avevo iniziato pensando fosse un bel gesto, poi a furia di farlo mi sono reso conto che mi faceva anche stare bene, fisicamente ma soprattutto psicologicamente. Nel 2007 ho anche ricevuto la benemerenza in argento per quante volte in 11 anni ho donato. Devo dire che è stata una bella soddisfazione!  

Oggi siete tornati a fare l’esame di re-idoneità, insieme. Ma come mai avevate smesso?

Marcello: Senza prenderci in giro, credo che il motivo principale sia stato dettato dalla pigrizia. Preso dagli impegni della vita da studente universitario, dalle passioni, dagli amici e poi il lavoro sono arrivato a non pensarci più di tanto e alla fine, senza che me ne accorgessi, sono passati i due anni di validità dell’idoneità alla donazione.

Paolo: Io nel 2012 ho inizialmente dovuto interrompere, per via di un problema di salute. Ho avuto un importante problema alla schiena, per cui ho dovuto fare delle cure piuttosto invasive e mi era stato consigliato di interrompere momentaneamente le donazioni. Poi, non ho ricominciato perché ho sofferto di un problema alla tiroide, ma adesso è un buon periodo, non prendo farmaci di nessun tipo, la tiroide è sotto controllo e speriamo che torni l’idoneità! Ci tengo molto.

Marcello, sei qua con tuo papà e anche lui come te, oggi proverà nuovamente a diventare donatore, come mai siete venuti assieme?

Marcello: Mi spinse papà nel 2011 a iniziare, così abbiamo deciso di riprovarci assieme. Vogliamo tornare a farlo seriamente!

Paolo: si, chissà se insieme riusciremo a sconfiggere la pigrizia di Marcello! Scherzi a parte, insieme ci si sprona a vicenda. E ritagliarsi un momento padre e figlio sarà uno stimolo in più!

Un messaggio per chi ancora non è donatore?

Paolo: Spero che col mio esempio e quello di Marcello, tante persone che magari oggi hanno paura di stare poco bene durante le donazioni, si rendano conto, facendolo, che non fa poi stare male…anzi! E parallelamente mi piacerebbe trarre la stessa forza dall’esempio di un donatore o una donatrice di midollo osseo, che mi aiuti a superare la mia paura di iniziare a donare anche il midollo.

——

Intervista di Andrea Palmisano Fabbri